Immaginiamo che a dire le parole che seguono sia Gesù in persona. Nella prima parte Gesù parla a loro – a ognuno in modo particolare – dal profondo della loro coscienza e, nel silenzio, formula una preghiera molto bella e molto vera. Nella seconda parte, è sempre Gesù che parla, ma questa volta si rivolge a loro tutti insieme, sollecitandoli ad aprire la porta del loro cuore agli angeli, che sono i suoi messaggeri.
Signore,
accendi per me nel cielo una stella, ma poi donami la semplicità di alzare la testa per vederla, il desiderio di lasciarmi guidare, le gambe e la libertà per camminare e lasciarmi condurre. Portami dove vuoi, ma non spegnere quella stella, non spegnere il mio sguardo al cielo, non spegnere il mio cammino! Forse non ho lo scrigno dell’oro, dell’incenso e della mirra, ma la mia presenza e i miei passi voglio donarteli.
Cari Bambini…
Ho paura di parlarvi perché mi pare che la vostra mente, i vostri occhi, i vostri orecchi, e soprattutto il vostro cuore, siano così occupati da non esserci nessuno spazio per poterci mettere ancora qualcosa. Ma io ci provo lo stesso, perché siete troppo importanti, troppo preziosi per non provare. Abbiamo appena celebrato la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, abbiamo visto vicino a lui, sua mamma Maria, Giuseppe, i pastori, i re magi, ma anche il bue, l’asino, le pecorelle. Mi dimenticavo gli angeli. Quando penso a voi io penso a Gesù Bambino, penso agli angeli. Mi viene voglia di pensare che gli angeli vengono da voi, ma poi mi piace pensare che gli angeli siete voi. Se gli angeli vengono da voi, vogliono invitarvi ad andare da Gesù bambino, ma se gli angeli siete voi, dovete voi andare ad invitare ad andare da Gesù. Poi penso che voi siete Gesù bambino e vedo gli angeli che ci invitano a venire da voi. Domanda: se veniamo da voi ci porterete da Gesù? Troveremo Gesù? Sì, se siete i suoi amici che gli volete bene.
Don Gabriele
Parrocchie di Longarone, Fortogna, Igne ed Ospitale di Cadore, 2014