C’è una cosa che tutti cerchiamo da sempre: il bisogno di sentirci a casa e di voler bene a qualcuno. Questo significa appartenersi. Don Gabriele spiega che l’appartenenza non è tutta uguale, ma cresce un passo alla volta, così come cresce l’amore. Si parte dal volersi bene per scelta, si passa poi all’aiutarsi a vicenda in modo gratuito, fino ad arrivare a un legame ancora più grande. Questa terza e ultima tappa è un dono speciale che viene dall’Alto, unisce le persone nel modo più profondo e cancella ogni paura.
Riconoscere qualcuno significa accorgerci che ci appartiene. Sentirci riconosciuti comporta l’esperienza di appartenenza. Questa poi è l’unica cosa che ci interessa, ci preme davvero. […]
Ma l’appartenenza grande […] si presenta con tre possibilità, tre modalità, tre gradualità.
La prima: “Mi appartieni perché ti voglio bene”. Siamo nel regno della scelta della progettualità dell’amore.
La seconda: “Mi appartieni perché ti appartengo”. Siamo nel regno della reciprocità, della gratuità dell’amore.
La terza: “Mi appartieni perché appartengo a Qualcuno a cui appartieni anche tu”. Siamo nel regno dell’Assoluto dell’amore. È l’appartenenza indistruttibile, l’appartenenza eterna, l’appartenenza che distrugge radicalmente ogni paura. È l’appartenenza! Non dipende né da te, né da me, né da noi. Ci è data.
Don Gabriele.
Parrocchia di Arabba, 1985