Occorre una sensibilità davvero particolare per descrivere così bene la figura dei nonni senza esserlo. Perché poi sono cose che si scoprono sempre troppo tardi, ossia rendersi conto che nessuno ti ha amato come i nonni, come se tu non avessi difetti. E poi nessun cibo era così buono come quello che si gustava dai nonni, e non c’era perdono così immediato come il loro, ma nemmeno un tempo così entusiasta e così gratuito come quello del nonno e della nonna. Ma c’è anche un dolore nascosto dei nonni, che si scopre quando non ci sono più.
Il nonno vive una tenerezza grande per i nipoti, non importa se piccoli o grandi. C’è il desiderio di diventare nonni. I figli sono grandi, “Se ne sono andati”. Il nipote “ricongiunge”, è il vero ponte con la vita. Il grande dolore dei nonni: i nipoti che non arrivano, i nipoti che non si fanno vedere o che diventano motivo di distanza dai figli. Ai nonni è sufficiente vederli, sapere che stanno bene, che non manca loro niente. I nipoti sono la loro vita. Il dolore dei nonni è gratuito, silenzioso, nascosto.
Don Gabriele.
Parrocchie di Longarone, Fortogna, Igne e Ospitale di Cadore, 2017