Diocesi di Belluno – Feltre
Don Gabriele Bernardi

Lo sguardo che fa vivere

Questo brano ribalta la prospettiva comune sulle imperfezioni e sui limiti percepiti in chi ci sta accanto. Non certo perché l’altro non abbia dei limiti, ma soprattutto perché spesso dipende dal limite di chi osserva. Per questo, don Gabriele invita a indossare gli “occhiali del cuore e del Signore” per superare la tentazione di proiettare aspettative, schemi rigidi o figure ideali che rischiano di soffocare l’identità dell’altro. In tale prospettiva, amare significa desiderare la pienezza dell’altro senza precondizioni né pretese. È proprio questo sguardo gratuito e accogliente che riconosce la verità dell’altro, che concorre a favorire la sua libertà, la sua crescita e la sua fioritura.

Desidero non aver bisogno che tu cambi per volerti bene. Io voglio voler bene a te, come sei. Se a volte mi sembri piccolo, brutto, fatto male, insufficiente, e vorrei vederti cambiare, è perché non ho gli occhiali giusti per guardarti, non ho gli occhiali della verità, gli occhiali del cuore, gli occhiali del Signore. Ti prego non cambiare per venire da me! Se vedi nel mio sguardo un’ombra che ti fa dubitare di te, perdonami. Non sei tu fuori posto, sono io che non vedo. Voler bene è voler la gioia dell’altro, la pienezza della sua vita, ma non pretenderla o presupporla secondo i nostri schemi, le nostre attese, ma lavorare perché lui la raggiunga, la cerchi, la desideri. L’unica attesa sei tu! Aspetto te! Non aspetto quell’altro che io immagino e che non esiste. È il riconoscere la tua verità che ti cambia in meglio, perché ti fa vivere, ti illumina.

Don Gabriele.

Parrocchie di Longarone, Fortogna, Igne ed Ospitale di Cadore, 2012