Abbiamo spesso la tendenza a rispondere a domande come questa in maniera speranzosa e ottimistica oppure realistica e disillusa. Don Gabriele ci invita invece a soffermarci sulla questione in sé, ossia proprio sulla domanda. Spesso infatti, è proprio una risposta istintiva e frettolosa che impedisce di rendersi conto che essa, la risposta, non dipende solo dal sistema, dal mondo, dal Governo, dagli altri… bensì, in una certa misura, anche da noi.
La Pentecoste è stata una bufera nella storia dell’umanità, che ha sconvolto il mondo di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
Quello Spirito da secoli, attraverso la Chiesa, contro ogni spirito di disgregazione riesce a costruire unità, contro ogni vento di egoismo riesce a seminare amore, contro ogni ondata di individualismo oppone in continuazione la roccia della comunità fatta di amicizia, di aiuto, di accoglienza, di perdono, contro ogni schiavitù fa esplodere la mina della libertà, contro ogni guerra pone il desiderio della pace e il sacrificio della giustizia, contro ogni menzogna e falsità fa germogliare la verità, nelle tenebre che minacciano l’uomo si pone come luce che brilla, davanti alla morte che semina paura e disperazione si impone con la Vita che con coraggio testimonia la speranza.
Questo Spirito, nella fede che poggia nel Cristo e nell’uomo, chiede anche oggi di costruire il mondo, di vitalizzare la nostra valle costruendo la chiesa, quella vera, quella viva, quella di Gesù Cristo, quella che è per l’uomo.
Ma la nostra valle quale disponibilità offre a questo Spirito? Da chi o da che cosa si lascia guidare e animare? L’uomo, tutto l’uomo, della nostra valle è proteso verso l’unità, l’amore, la comunità, l’amicizia, la libertà, la pace, la giustizia, la verità, la luce, la speranza, la vita?
don Gabriele.
Parrocchia di Arabba, 1983