Chissà se abbiamo mai partecipato alla Via Crucis in sintonia con il desiderio espresso da don Gabriele in questo brano. In ogni caso, almeno una volta nella vita, varrebbe la pena di provarci.
Signore, vorrei seguirti nella via del Calvario, solo per starti vicino. Vorrei poterla fare in silenzio senza incontrare il tuo sguardo che sarebbe per me insopportabile. Sarebbe l’incontro tra la profondità e la superficialità, tra il dono totale dell’amore e la curiosità insipida di chi non sa amare. Vorrei per un momento essere il Cireneo che porta con te la croce, la Veronica che asciuga il tuo volto, il Centurione che ti sta a guardare, che abbassa il capo e mormora “credo”. Vorrei poter gridare la tua innocenza, di più la mia ribellione, ma ancora di più vorrei dirti nel silenzio che ti voglio bene, che la tua croce, il tuo dolore, la tua morte mi parlano, mi imprigionano, mi “salvano”.
don Gabriele
Parrocchie di Longarone, Fortogna, Igne ed Ospitale, 2015